NIS2: le nuove scadenze ACN che le imprese non possono più ignorare

La compliance NIS2 sta entrando nella sua fase più concreta. Molte aziende, infatti, negli ultimi mesi, hanno affrontato i primi adempimenti pensando che il tema si esaurisse con:

  • registrazione sulla piattaforma ACN;
  • individuazione del soggetto NIS;
  • nomina dei referenti;
  • predisposizione della documentazione iniziale.

In realtà, il vero impatto operativo della Direttiva inizia adesso: con le recenti determinazioni dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), le imprese devono affrontare nuovi obblighi legati alla gestione dei fornitori rilevanti NIS, alla categorizzazione delle attività e all’aggiornamento continuo delle informazioni sul Portale ACN.

Le nuove disposizioni intervengono su due aspetti centrali:

  • la definizione delle tempistiche applicabili ai soggetti inseriti nel perimetro NIS nel corso del 2026;
  • l’aggiornamento delle modalità operative della piattaforma ACN, con particolare attenzione ai fornitori rilevanti e alla categorizzazione di attività e servizi.

Nuove scadenze NIS2: cosa devono fare le aziende

Con la Determinazione ACN n. 127434/2026 vengono ridefiniti alcuni termini operativi per i soggetti NIS inseriti nell’elenco nel corso del 2026.

Per queste organizzazioni:

  • le misure di sicurezza di base dovranno essere implementate entro il 31 luglio 2027;
  • gli obblighi di notifica degli incidenti significativi decorreranno dal 1° gennaio 2027;
  • sarà necessario designare il Referente CSIRT entro la fine del 2026.

Per le organizzazioni già incluse nel perimetro NIS nel 2025 e confermate anche per il 2026, restano invece applicabili le tempistiche già previste:

  • nove mesi per gli obblighi iniziali di notifica degli incidenti;
  • diciotto mesi per l’adozione delle misure di sicurezza di base.

La Determinazione affronta inoltre il tema dei gestori di registri di nomi a dominio e dei provider di registrazione, prevedendo specifici obblighi legati alla raccolta e verifica delle informazioni di registrazione.

Fornitori rilevanti NIS: il nuovo focus dell’ACN

Con la Determinazione n. 127437/2026, ACN aggiorna le modalità di utilizzo della piattaforma digitale introducendo un tema destinato ad avere un impatto enorme sulle aziende: la gestione dei fornitori rilevanti.

Le organizzazioni devono infatti:

  • individuare i fornitori rilevanti NIS;
  • categorizzare attività e servizi;
  • aggiornare periodicamente le informazioni inserite sulla piattaforma ACN;
  • documentare i criteri utilizzati nella valutazione dei fornitori rilevanti.

Il punto centrale è che la sicurezza non viene più valutata solo all’interno dell’azienda, ma viene estesa all’intera supply chain.

Chi sono i fornitori rilevanti

Uno degli errori più comuni è pensare che siano rilevanti soltanto i grandi provider cloud o le multinazionali ICT. In realtà, un fornitore può essere considerato rilevante anche quando:

  • contribuisce direttamente all’erogazione di un servizio essenziale;
  • gestisce componenti critiche dell’infrastruttura;
  • dispone di accessi privilegiati;
  • la sua indisponibilità potrebbe compromettere la continuità operativa aziendale;
  • non esistono alternative immediate o facilmente sostituibili.

Questo significa che possono assumere rilievo strategico:

  • software house;
  • MSP e fornitori IT;
  • manutentori OT;
  • partner cloud;
  • outsourcer;
  • fornitori SaaS;
  • società che gestiscono accessi remoti o infrastrutture critiche.

Ed è qui che emergono le maggiori criticità organizzative.

Il problema: molte aziende non hanno ancora una governance dei fornitori

Nella pratica, molte organizzazioni non dispongono ancora di:

  • una mappatura aggiornata dei fornitori ICT;
  • criteri formalizzati di classificazione del rischio;
  • processi strutturati di vendor assessment;
  • clausole contrattuali adeguate in materia cybersecurity;
  • procedure di audit sui fornitori critici;
  • controlli documentati sugli accessi remoti;
  • sistemi di monitoraggio continuo.

Ed è proprio questo il punto centrale della NIS2: la compliance è un sistema organizzativo continuo perché in caso di incidente informatico o fermo operativo, il problema non sarà soltanto tecnico. La vera domanda sarà “l’azienda aveva governato correttamente il rischio della propria supply chain?”.

NIS2 e responsabilità degli amministratori

La NIS2 attribuisce un ruolo diretto agli organi di amministrazione nella supervisione delle misure di gestione del rischio cyber. Questo comporta una conseguenza molto concreta: cybersecurity, compliance e governance non possono più essere considerate materie esclusivamente tecniche e le scelte organizzative diventano giuridicamente rilevanti.

Ed è qui che il supporto legale assume un ruolo strategico:

  • nella definizione della governance;
  • nella revisione dei contratti;
  • nella gestione dei fornitori;
  • nella documentazione delle decisioni;
  • nella costruzione di processi di accountability realmente dimostrabili.

Perché le aziende devono agire ora

Le nuove determinazioni ACN segnano il passaggio dalla teoria all’operatività e le imprese che affrontano oggi la NIS2 come un mero adempimento formale rischiano di esporsi domani a criticità:

  • operative;
  • contrattuali;
  • organizzative;
  • reputazionali;
  • legali.

La vera sfida è costruire un modello di gestione del rischio capace di resistere nel tempo, dimostrabile e coerente con gli obblighi normativi.

Nella NIS2 il rischio non entra quasi mai dalla porta principale, ma spesso entra attraverso un fornitore che nessuno aveva realmente valutato.

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